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mercoledì 10 novembre 2010

Come progettare un logo

Il logo è la prima voce in capitolo per una comunicazione visiva d'alto impatto e per l'associazione mentale del tuo brand. In parole più semplici; dal tuo logo deriva la tua faccia, la prima impressione che dai...è fondamentale soprattutto se hai un'attività online o che comunque gioca molto sulla visibilità.
Creare un logo significa dare un'identità al tuo brand.

Esiste un processo per la progettazione di un logo?
Ognuno ha il suo metodo effettivo di progettazione di un design, e soprattutto ogni cliente è diverso e ogni lavoro ha una sua personalizzazione, però si possono seguire delle linee generali che possono essere utili da integrare con le proprie personali ispirazioni.
Mettiamoci innanzi tutto nell'ordine delle idee che il design grafico è un PROCESSO e l'obiettivo finale è il risultato del lavoro. Non si può arrivare a un risultato senza essere passati dalla strada della progettazione.
Il primo step è un bel colloquio con il cliente, ovvero COLUI PER CUI VA' CREATO IL LOGO. Più informazioni si riescono a captare meglio è perchè si ha la tendenza a credere alla frase "bo, fai tu" in realtà chi desidera un logo per la propria attività o il proprio prodotto sa esattamente dentro di sè:
- che immagine vuole dare di sè ;
- che cosa gli altri devono dire e pensare di quel prodotto;
- che cosa gli altri NON devono dire o pensare di quel prodotto;

Queste informazioni esistono in ogni cliente ma STA' IN NOI tirarle fuori, andarle a cercare e ...infine, costruirci su il design.
Acquisite queste informazioni, avremo una linea molto generale di colori, immagini, parole ecc.... Da lì cominciamo a costruire l'IDEA:

PAROLE>SCARABOCCHI>IDEE:
Chiediamo al cliente di descriverci il prodotto con parole sue, chiediamogli come gli è venuta l'idea, da dove nasce e che ambizioni ha a riguardo.
Ogni parola "chiave" che esce dal colloquio la scriviamo su un bel foglio.
Selezioniamo le parole che che si collegano alla tipologia di immagine che il cliente vuole dare: divertente, elegante, misterioso....
quindi teniamo il risultato della nostra selezione e iniziamo a scarabocchiare, per ogni parola, simboletti, disegnetti, pastrocchietti che ci vengono in mente.


LETTERE>SCHIZZI>IDEE:
Un'altro metodo è giocare con le lettere delle PAROLE coinvolte nel logo. Esiste qualche lettera che si allaccia ai simboletti disegnati su parole chiave? Se si quella letterà diventerà il simbolo portante di tutto il logo.

ORIGINALITA' CONTROLLATA:
Per quanto piccolo sia il nostro cliente non possiamo prevedere l'uso che ne farà nel tempo...fra qualche anno il suo prodotto potrebbe diventare famoso quanto la Coca Cola, di conseguenza prima di fare qualsiasi altra mossa è necessario navigare in rete, in riviste, giornali e addocchiare se non esiste già un simile logo per qualche azienda che tratti lo stesso prodotto/argomento. Fra le altre cose, guardare molte immagini stimola la mente a procrearne nuove.

DISEGNARE A MANO AIUTA:
Disegnare le varie idee a mano su carta aiuta ad avere un'ottica flessibile su ciò che si stà andando a fare. Nel momento in cui la disegneremo in digitale, avremo le idee più chiare e sarà molto più veloce il procedimento se prima abbiamo speso qualche ora con la matita e la gomma in mano.

DAL SIMBOLO AL FONT:
Una volta trovato il Simbolo padre e la lettera Madre costruiremo intorno a loro la famiglia di lettere mancanti utilizzando il giusto FONT. Il logo, nella sua forma più semplice, non è altro che un'insieme di Font e Colore. Il font è necessario non solo a DIRE IL NOME e renderlo chiaro e leggibile, è importante che faccia la differenza ma che la faccia in modo delicato e non invadente. La scelta sbagliata di un font può rendere pessimo il nostro lavoro.
A volte si ha tendenza a scorrere migliaia di font fino a trovare quello che ci ispira o ci piace di più. Errato! Si rischia di cadere nel tranello del TROPPO COMPLESSO/TROPPO SEMPLICE/SEMPRE LO STESSO FONT/INADEGUATO ALL'ESIGENZA. Il modo migliore per scegliere il font è decidere, prima ancora di scorrere le vostre librerie, la simbologia che deve affiancare il testo. Anche se si tratta di un punto o di un pipe, a quel piccolo simbolino deve combaciare lo stile di font che sorgerà.

Lo standard comune dice che:
Font Classici: con lati arrotondati danno un tocco di eleganza, di stile, di lusso. Lati spigolosi danno un senso di tecnico, informatico, tipografico, elettronico.
Font Elaborati: possono essere divertenti, accattivanti, ma anche inquietanti. Vanno bene se il prodotto del vostro brand è vivace quanto il font che andate a scegliere. Pensate alla Coca Cola...un font come quello della bibita più chiaccherata del mondo non sarebbe adatto al nome di un'agenzia viaggi o per una confezione di tisane rilassanti.
Librerie gratuite di font le trovate qui: www.urbanfonts.com/

DALLO SCHIZZO ALLE BOZZE:
Facendo una bella selezione di font e simboli iniziamo a giocare con le posizioni degli stessi, con i colori ed eventuali sfumature fino a trovare almeno 8 combinazioni che ci piacciano. Ogni bozza dovete mostrarla sia a colori che in bianco e nero...questo serve perchè può sempre succedere che venga fatta una stampa in bianco e nero del logo e deve essere un SUPER LOGO anche se privato di tutti i suoi colori.

4 su 8:
Scegliamo le 4 migliori bozze da presentare al cliente,  sulle 8 scelte. Questo perchè su 8 sicuramente avremo creato un paio di versioni similari che si distinguono di pochissimo l'una dall'altra. Ciò che dobbiamo mostrare come "Pilota del logo" sono 4 versioni differenti e non 8 simili.

A TAVOLINO SULLE BOZZE:
Ora ci si incontra con il cliente che ci dirà cosa è si, cosa è no, e se è possibile scombinare e combinare una soluzione piuttosto che un'altra. E' possibile anche mostrare le altre 4 restate in disparte se captiamo che ciò che vuole stà in ciò che è rimasto nella valigetta altrimenti VIA. 

SE PIACE A LUI PIACE ANCHE NOI:
Noi possiamo guidare il nostro cliente a livello di esperienza grafica, possiamo consigliargli i colori ideali, la forma ideale e soprattutto fargli notare dove cade l'occhio e dove invece non cade ma la scelta finale spetta a lui perchè nessuno meglio di lui sa cosa vende e come la vuol vendere.

QUANDO E' OK:
Si può passare a costruire la grafica in alta qualità. Anche se vi chiede un logo per il web, createlo lo stesso in previsioni di eventuali stampe future perchè a rimpicciolire c'è sempre tempo...a ingrandire c'è sempre rischio.


STAMPA E VIDEO:
I colori a stampa sono molti diversi dai colori video, noi lo sappiamo bene ma il cliente forse no, è bene presentargli bozze a stampa o almeno fargli presente la possibilità di una differenza di luminosità e nitidezza dei colori per evitare spiacevoli sorprese.

Vania Tamburini

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